16 novembre 2011

Niente paura!



El sorzo furbeto
la note passada
el ga avudo
una bula pensada:
rente del leto
de do’ bei piceti
el se ga messo
serando i oceti.
Ma la matina
riva sveiarli
mama e papà
per dismissiarli
-“intime, movite
che go paura
no lo go mai visto
de sta misura”-
“ma no te vedi
sta calma dei
el sorzo el trema
el ga paura de noi”.
I taca parlarghe:
“vien fora sorzeto
te dago formaio
un bel tocheto”…
I xe za pronti
tuti do’ col velen…
“E mi chi me salva
‘desso chi li tien?”
…Ma al’improviso
se sveia un muleto:
“lasselo in pase
no ste far casin
el ga porta i soldi
…per el mio dentin!

15 novembre 2011

Immersione!!

Sotto il mare sogni veramente ad occhi aperti…lì tutto diventa semplice…puoi parlare quanto vuoi ma nessuno mai ti risponderà…i pesci ti sorridono…e non sai se in segno di apprezzamento o di presa in giro….le pianticelle che crescono spontaneamente sui fondali marini sono coloratissime…la barriera corallina è quanto di meglio incontriamo nella nostra esplorazione…..

ma anche gruppi di pesci ordinatamente allineati come soldatini che con le pinne posteriori sembrano salutarci…che esperienza romantica vedere le alghe che ritmicamente si muovono con il movimento dell’acqua….teniamo sotto controllo le bombole….un cenno d’intesa e si va avanti…c’è ancora tempo…non vediamo il galeone con il forziere pieno di monete d’oro, ci sarebbe sembrato chiedere veramente troppo…in compenso un’infinità di meduse dai colori più vivaci ci sbarrano la strada…abbiamo la muta ma meglio non rischiare…

ci hanno detto che qualche medusa potrebbe irritare ugualmente la pelle al contatto, anche attraverso il tessuto….e allora attendiamo il loro passaggio, poi un brusco movimento nei pressi di un grosso scoglio fa risvegliare una manta: che spettacolo…ed a seguire una piccola famigliola di pesci coloratissimi…il nostro sorriso si fa grande quando incontriamo un’altra coppia in esplorazione: decidiamo di seguirli, loro ci faranno strada…

la luce delle nostre torce illumina tutto intorno a noi, quanto basta per scattare alcune foto…è un’esperienza appassionante…un ricordo impresso nella mia memoria….

ora però bisogna iniziare la risalita, peccato abbandonare questa favola, ma l’ossigeno a nostra disposizione non è più molto, i tempi vanno calcolati….è meglio non rischiare…siamo inesperti…meglio ascoltare dettagliatamente i consigli….

ci avviciniamo al cavo alla cui sommità c’è la nostra boa di segnalazione…..si risale….in pochi secondi riemergiamo…e con noi riemergono gli altri 2 sub incontrati sul fondale….sono 2 ragazzi giovani…..di nuovo sul canotto e via verso la costa …via le maschere e già che ci sono….chiudo anche il libro…. 20000 leghe sotto i mari….

la fantasia stavolta è andata oltre…ma per ora rimaniamo con i piedi per terra….quando :”ehi papi, bello il libro?… guarda che belli che siamo…”…mi giro e vedo franci e ciccio in costume da bagno, con pinne e maschera…”e queste sono per voi”…2 paia di pinne e 2 maschere in confezione regalo….che sia un segno del destino…..

Il mare dal molo





Quando el xe 
in burrasca
quando el ziel 
xe limpido 
e lo colora
quando el riva 
in tasca
de matina bonora





passegiando sul molo audace
saludo el pescador sentà sul scalin
me par de eser su una nuvola
e magari anche me emoziono un fiatin

xe tranquilità, silenzio e pase
momenti de fissar coi ciodi
per quando, un’ora dopo, sarà dolori
e, tuti in movimento, farà un concerto de rumori

clacson, ciacole e cellulari
e la su quel scalin no sarà più el pescador
coi sui pensieri

ma el mar resta, a scoltar tuto
che sia bel o bruto, che sia calma o confusion
sol che splendi o bora che sufia dele sfese
lu’ xe la , che protesta con qualche onda per le ofese
co ghe riva scovaze o altre monade
el volessi slavazar chi le ga butade
 
el ghe fa compagnia al pitor che lo colora sempre de azuro
el ghe da ispirazion al scritor che lo meti in rima e in canzon
el te fa de amico, senza giudicar
no’l disi niente e ti te pol starlo a vardar

14 novembre 2011

A canestro dal palco...



Non è vero che ho appeso le scarpe da basket al chiodo…io gioco ancora, solo che faccio canestro su un palco, mi chiederete: ….ma dov’è il canestro?…e la palla?….e gli arbitri?….e l’allenatore?….
Rispondo subito: per prima cosa ci vuole un pizzico di magia…una manciata di polvere fiabesca….e un mestolo di fantasia….poi si può procedere….
lo spogliatoio c’è in entrambi i casi…magari prima delle partite non mi truccavo (e volevo ben vedere che lo facessi…già così ero un “sorvegliato speciale” per la mia vivacità…)…però dovevo comunque vestire degli abiti “da scena”…
Palla a spicchi o tavole di legno mi ritrovo comunque a fare il riscaldamento: muscolare prima…vocale ora….ma sempre con lo stesso spirito: divertirsi!!
l’allenatore o regista che dir si voglia chiama a raccolta il gruppo per le ultime raccomandazioni…e questo momento è un rito che si ripete ad ogni partita, ad ogni replica…è utilissimo per la concentrazione…
Le trasferte… sono i ricordi più belli: un’intera giornata, o anche più, con tutta la banda: squadra o compagnia teatrale che sia…
Da giocatore non dovevo caricare nulla sul pullman, se non il mio borsone…non ero un professionista come non lo sono adesso nel recitare…
I legami , le amicizie nascono soprattutto durante il trasporto ed il montaggio delle scenografie…secondo me è una parte molto coinvolgente dell’attività teatrale amatoriale….
La palestra o il palazzetto, il teatro o la sala riescono ad ospitare parecchi spettatori…il loro calore si sente, eccome….
E’ tutto pronto, si va ad incominciare…chi è di scena?
Tutto si trasforma come per incanto nel momento stesso in cui il sipario si apre….fischio dell’arbitro…partiti!
I fari ti abbagliano…gli avversari ti intimoriscono….il pubblico risponde con applausi o risate ( i fischi finora me li son beccati solo nel basket : dai tifosi avversari però….)….
inizia la favola….primo tempo, intendevo dire primo atto…..la palla lascia le tue mani e….entri in scena , ti avvicini al tabellone…. il groppo alla gola scompare di colpo e…prima battuta…primo canestro…ciuff…bene buona partenza!…
dalla panchina, o dalla quinta, come preferite, si sente una voce che arriva alle tue orecchie: spostati, va avanti, fatti sentire….sembra basket ma è teatro…sembra teatro ma è basket….
altre battute…altri canestri…fine primo atto…volevo dire primo tempo…il tabellone segna il punteggio…il sipario si chiude…la sala si illumina…gli spettatori commentano…si sgranchiscono le gambe…una sigaretta o un caffè per ingannare l’attesa …
Intanto nello spogliatoio attori e giocatori si dissetano….schemi da rivedere…errori commessi….qualche scena, oggetto o mobilio da spostare…e siamo di nuovo pronti….si sente il 3° campanello….l’arbitro fischia….sipario…via!!
Entrano in campo i panchinari……vanno in scena gli altri personaggi…le timidezze dei debuttanti hanno lo stesso sapore e trasmettono le stesse emozioni sia sul palco che sul parquet…
Tiri liberi falliti….battute dimenticate….e poi il finale…con i saluti teatrali, ma anche sportivi…i ringraziamenti al pubblico…
…a meno che, non ci sia la richiesta del bis…già il bis: anche questa appendice si può trovare nella pallacanestro, ma si chiama overtime, tempo supplementare….
Il comico…la spalla…il playmaker…. il pivot…ruoli…apparenze…personaggi…la partita…la commedia…uno sport…un arte….una vita!!
Quante similitudini, tutto ciò che ho apprezzato ed amato nello sport l’ho ritrovato nel teatro…a parte una cosa: il tiro da tre punti …
Probabilmente dopo questa nota, mi presenterò alla prossima replica teatrale con un pallone ed i calzoncini corti e ovviamente sulla maglia il numero 8….

9 novembre 2011

Risolto!



Su do’ binari
de note e de giorno
el saluda stazioni
andata e ritorno

Se el treno xe in corsa
in bagno no ‘ndar
che xe ‘ssai longhi
el zentro ciapar

Po’ se el se ferma
ghe xe el divieto
nele stazioni de scarigar
‘lora sa cossa?
Tignimo duro!
...O farsela ‘dosso
xe più sicuro?

Vardo el biglieto
che go prenotà
el mio posto
xe ocupà

Sorry xe mia
quela poltrona
ma no la capissi
quela santa de dona

“La scusi” ghe digo
“el biglietto la vardi”…
“no ticket” la me rispondi
“iera tropo tardi”


Desso come femo?
i conti no torna
no ‘sta un viagiator
e in lontananza
xe el controlor

Un’ idea me vien
risolvo mi
e quela siora
la sero in W.C.

7 novembre 2011

A te...



Schiuma ad ogni bracciata
scia biancastra e spumeggiante!
Lì, a mezz’acqua
il fisico provato dell’atleta
respira e poi si immerge.
Poi, respira ancora.
Un tumulto di spruzzi
una simbiosi perfetta,
quasi fiabesca:
l’uomo e l’acqua!
Il tuffo iniziale liberatorio
il tocco finale
a bloccare il cronometro.
L’acqua scivola
via dai corpi...
Gli schizzi di allegria:
è la vittoria!

4 novembre 2011

C'era una volta...la nebbia...


C’era un giorno in cui la nebbia faceva molta paura a tutti gli umani….ma poi accadde qualcosa di magico….ed ora la nebbia è amica del mondo….per chi ci crede…per chi crede alle favole….
Stavolta ho deciso: mia sorella deve recitare qualcosa da sola…si ma cosa….
-Fratè dai che stasera replichiamo…
-No no stasera non replichiamo proprio nulla…stasera tocca a te
-Si lo so tocca anche a me
-No tocca solo a te
-Ma che stai a scherzà
-Mai stato così serio….anzi vado subito a modificare la locandina
Quando mi accingo a staccare la locandina…mi arriva una padellata in testa…un pò troppo forte…cado a terra….
Al mio risveglio mi ritrovo in un letto strettissimo e cortissimo…e vista la mia lunghezza…la cosa risulta parecchio comica
-Simooo…dove sei??
Non risponde nessuno…si sente solo un rumore di piccoli passi in avvicinamento
-Simooo…dai non scherzare….
In quel preciso istante entrano i 7 nani…si avete capito bene…proprio loro….
-Ehi chi sei?
-Sono Gian
-eh si fa presto a dire Gian….E che ci fai nel nostro letto…noi aspettavamo Biancaneve
-Immagino la delusione…ma io son quì per caso….
-Però oramai che ci sei…dobbiamo modificare la favola
-Nooo…e come si fa?
-Diventerai Biancaneve
-Ahahah…si ci mancava questa….
-Dai dai…devi farlo…..non ti puoi tirare indietro pensa a quanti bambini deluderesti…cosa raccontiamo poi alla strega….e i 7 nani?…senza Biancaneve morirebbero….
-Si ma io sto cercando mia sorella…
-Come si chiama
-Simona
-Va bene manderemo i nostri amici a cercarla
-E chi sono i  vostri amici??
-Tutti gli animaletti del bosco….intanto tu ti devi trasformare….ecco la bacchetta magica….
-Tappete…tippete…toppate….
Aiutoooooo….In un secondo son diventato una bellissima ragazza con i capelli biondi (beh in realtà ci è voluto un po’ di più ma concedetemi la “licenza poetica”)…gli occhi azzurri…e…e non ridete ok!
-Ah ahahahah
-Brutti nanetti che c’è da ridere??
-Non so fai un pò tu….quasi un quintale su un metro e 90….biancaneveeeee
-Ehi fratè….ahahahah
-Simo…proprio ora dovevi arrivare…dov’eri quando ti chiamavo….??
-Tu…tu…ahahahah
-basta ridere
-non mi hai chiamata…o almeno io non ho sentito
-Dai avanti…la favola deve continuare….
-Ragazzi…io non me la sento….
-Dai che ci riesci…
-Ma non si potrebbe…
-Cosa?
-Travestire mia sorella
-Eh no moi caro…questo è affar tuo…al massimo mi posso travestire da strega
-Si si bella idea…..tutto in famiglia
Insomma inutile continuare…la storia è andata avanti sino al termine….ci sono stati tanti applausi….però ora mi ritrovo trasformato in Biancaneve…con una strega al posto di mia sorella…ed un bosco tutt’attorno….cosa mi può capitare di più….
-Fratè…può bastare no
-E no non bastava…cala la notte…ed assieme anche la nebbia…un nebbione che non si taglia nemmeno col coltello….impressionante….
Simo inizia a correre….io non riesco a starle dietro col vestito lungo che mi ritrovo….
-Ehi aspetta…strega…pardon volevo dire sorellina…..
Sbammmm
L’albero…acc… che botta in testa…non ho visto la quercia secolare ….
Mi risveglio in una splendida giornata di sole….vicino ad un palco….con mia sorella in tenuta da ballo…è la sua serata …stasera la vedrò danzare….ehi ma il vestito lungo.….i nani….ehi ma era solo un sogno….
-Signori e signore…stasera direttamente dal mondo delle fiabe….un ballo senza fine….ecco a voi….simona
E mentre osservo la bravura di mia sorella  mi sento battere le spalle…mi giro ma non c’è nessuno o meglio c’è un’anziana signora del pubblico che mi sorride mostrando i suoi 2 unici denti…
-Mah….
Dopo qualche minuto di nuovo lo stesso tocco…mi giro e la signora mi indica il pavimento
-Ehiiiii
-Ciao….. Biancaneve….
Era uno dei nanetti….
-Ti ho portato questo
-Cos’è?
-È un barattolo di nebbia…
-No no grazie…la nebbia ha già fatto un bel danno…e mostro il beronoccolo…
-Ma questa è nebbia magica…se apri il contenitore ed esprimi un desiderio….vieni avvolto dalla nebbia…ed appena questa si dirada…il desiderio sarà esaudito….
Accetto …bacio il nano sulla fronte…e mi rimetto a guardare Simo: è proprio poetico il suo spettacolo….applausi a non finire…..
-Allora fratè piaciuto?…
-Siiiii…te l’avevo detto che dovevi debuttare con una cosa tutta tua….
-E ti ringrazio per avermi incoraggiata….io non ci credevo….cos’hai in mano….?
-È un regalo….
-Di chi?
-Dei 7 nani
-Dai non scherzare….
-Non scherzo…oramai lo sai che a volte i sogni si avverano…mi hanno lasciato un barattolo dei desideri….dai esprimiamo un desiderio assieme…..
-Allora vorrei…vorrei
-Dai simo…io vorrei
-Ehi ma lo sai che non è mica così facile…quando nella vita tutti dicono se potessi esprimere un desiderio…se potessi far questo…se potessi far quello…
-Solo chiacchiere…ora che abbiamo in mano una fortuna….non sappiamo che farne….
-Forse perchè siamo già contenti così
-O forse perchè sappiamo che c’è chi ne ha più bisogno…
-È vero…c’è sicuro chi ne ha più bisogno…e allora regaliamo loro il barattolo
-No quello no…perderebbe il suo effetto…dobbiamo esprimere un desiderio che valga….che riesca ad aiutare chi ne ha veramente bisogno
-Però è difficile…guerra…fame…miseria…povertà…malattie…violenza….quì di barattoli ce ne vorrebbero a decine….
Uno squarcio nel cielo…
-Ehi fratelli…sono il nano del barattolo….ho sentito tutto ….guardate quà
-Ciao amico…guarda che ci hai cacciato in un bel guaio…un barattolo di nebbia è poco…il mondo ha bisogno di più barattoli…vogliamo aiutare il mondo….
-Uhmmmm…allora vediamo….non ho tanti barattoli
-E allora ?
-E allora …trovatoooo….ogni tanto…nei mesi autunnali vi manderò tanta nebbia….si così la utilizzerete per esprimere tanti desideri….i desideri che avevate in mente prima e tanti altri ancora…
E da quel giorno la nebbia, che a molti faceva paura, divenne amica del mondo….per chi ci crede…per chi crede nelle favole

Colori


Autunno su in Carso
tra mile colori
ghe xe una magia
che manda profumi

e chi riva de fora
xe come incantado
del nostro mar
anca lù colorado

Te vedi ‘ste foie
de rosso vestide
te vien de vardarle
e squasi parlarghe

Chissà se in un sogno
le risponderà
“No steme ingrumar
che stemo ben qua”



“Che po’ cossa ocori
meterne in vaso
vignì a vardarne
quà indove vivemo
che un quadro d’autor
noi ve pituremo”

“Ma se ne stachè
el quadro se squaia
la tela sbiadissi
le foie sparissi

2 novembre 2011

Fiol de un can (per Luna)



Te lo ciami e lù el riva
Te ghe zighi…
El xe più cocolo de prima

El te scolta ma anca no
El te leca e co le “zampe”
El te salta su le gambe

Te lo mandi a quel paese
Ma lù el torna a casa tua
Le sue rece no se piega
E le pica za per tera
El ga fame
El te disi
Mi no voio far la guera
Te ghe fa tante angherie
Te lo buti anca per aria
Lù scodinzola e te vol ben
De matina fin a sera
Sempre ala sua maniera

Anca con un rosigon
Anca con una scrolada
El te mola tuti i pei
Ma no sula cavelada

El vol anca ‘ssai zogar
Eser tanto cocolado
No ‘ste farlo mai rabiar
Che in cusina sul magnar



Lù sa anca far la guardia
‘ste sicuri che el se fionda
su chi vien tocar el frigo
su la spesa pena fata
e un mastin el te diventa
co una bona pastasuta

quando sona el campanel
el comincia abaiar
quando el tormi te lo senti
che el se meti ‘ssai russar

e se el sa che semo casa
lù el ronfa più tranquillo
ma se el se ritrova solo
el ‘sta al’erta
drio la porta

no metemo el cartel
co la scrita
“atenti al can”
la sorpresa xe più bela
de conosser i sui dentini
mi li go anca provadi
no i xe gnente picinini

el xe un dela famiglia
a comandar el prova anca
qualche volta el ghe riva
specie quando el ne stanca

certe volte le combina
e alora po’ me rabio
lo minacio co la man
e ghe zigo fiol de un can

Parole, parole,parole...


Una volta esistevano le lettere, una volta si aspettava l’arrivo del postino per vedere se qualcuno aveva scritto…per vedere le novità che un foglio di carta infilato in busta rigorosamente chiusa ci portava, siano state esse buone o cattive notizie, comunque erano novità….novità che forse addolcivano, forse rattristavano…ma in ogni caso emozionavano ….e che emozione nel vedere che stavolta, nella nostra buca delle lettere, il postino aveva infilato solo pubblicità….
poi il momento della risposta, come bravi scolaretti si faceva prima la brutta copia, e poi, cambiando penna, prendendo la penna delle grandi occasioni, si iniziava, con calligrafia migliore, a riportare tutto in bella copia….fino alla firma finale, alla dedica finale o ai saluti finali…
la nostra lettera di risposta era una nuova portatrice di emozioni che, giunta a destinazione, seguirà nuovamente lo stesso rito di prima…con altre emozioni…ma con nuovi sorrisi o nuove lacrime, nuovi ricordi o nuovi sogni…e così via….
oggi al posto della penna c’è una tastiera…al posto della lettera di carta c’è uno schermo piatto… ed in sostituzione del postino ci sono le mail…però c’è una cosa che, per fortuna, non potrà cambiare mai: l’emozione che si prova a leggere le parole delle persone a cui tieni…l’emozione che si può far provare scrivendo qualcosa a qualcuno a cui tieni….o semplicemente leggendo…. sono le piccole cose che riempiono, sono le cose che valgono, sono le cose a cui ci si può legare profondamente….sono le parole….
e’ come un gioco ….è come un luna park….parole alla rinfusa che si riordinano da sole a formare un racconto…le pagine di un libro…i versi di una poesia…a costruire un’emozione…
il gioco può anche non finire mai….andare avanti all’infinito…trovato l’argomento le parole son sempre lì pronte a mettersi in fila una dopo l’altra a formare il nuovo mosaico…il nuovo episodio del libro…o il testo di una canzone….
chi legge si immedesima nel personaggio…nella storia…ma sempre grazie a loro …grazie alle “parole”…
non chiedono nulla in cambio…sanno solo dare…vogliono esser guidate a sistemarsi nel modo migliore…senza intralciarsi…senza troppi errori….
siamo noi a rendere scorrevole il tutto, siamo noi a far nascere un interesse…siamo noi che emozionandoci nello scrivere doniamo colori, sorrisi, ricordi, speranze ed emozioni a chi ci leggerà…basta poco… ….basta chiudere gli occhi…pensare…sognare…..e poi al risveglio basta avere a portata di mano una penna ed un notes dove appuntare l’idea…il pensiero…il sogno…e così  inizia a prender forma l’emozione…così faccio io molto spesso…e noto che son le parole stesse a sistemarsi man mano che scrivo….drin…..drin…drin
il campanello?…chi sarà a quest’ora della notte?…ma no, è la sveglia….bisogna andare al lavoro…è ora di alzarsi: “hai sognato abbastanza…..quanto basta per il prossimo racconto”
e allora carta, penna e parole……